Mercoledì 08 Marzo 2017
Veg & Bio lo stile a minor Impatto


Stili di alimentazione e Impatto Ambientale
 

È possibile valutare il diverso grado di ecosostenibilità dei diversi stili/regimi alimentari seguiti dalle singole persone?
 

La risposta ce la dà una ricerca esposta molto chiaramente nel libro “UN PIANETA A TAVOLA: decrescita e transizione agroalimentare”, curato da Filippo Schillaci e pubblicato presso le Edizioni per la decrescita felice.

 

Prima di tutto è utile chiarire come l'alimentazione sia il fattore che più incide tra i consumi in praticamente tutte le categorie di impatto ambientale. Ad esempio nella categoria “Riscaldamento gobale” , l'alimentazione incide per il 31,1%, rispetto al 23,6% del settore abitativo e il 18,5% dei trasporti.

 

Questo ci fa capire quanto siano importanti le nostre scelte e i nostri acquisti in relazione al cibo. E anche del potere che abbiamo come singole persone tramite i più comuni gesti quotidiani (e i nostri acquisti) nel condizionare in senso positivo o negativo la salute dell'ambiente.

 

La ricerca è stata pubblicata nel 2006 dai ricercatori italiani MassimoTettamanti e Lucia Baroni. Analizza l'impatto ambientale esteso a tutti i parametri che concorrono a formare una “dieta” e a determinare gli effetti che questa produce sul mondo.

 

Lo studio parte dal considerare tre tipi di dieta bilanciata: l'Onnivora, la Vegetariana, la Vegana. Esse vengono poi confrontate con una quarta dieta: quella seguita oggi in Italia dalla maggior parte degli italiani, definita “Normale” (anche se vedremo che di normale ha veramente poco).

 

Per ciascun tipo di dieta vengono poi calcolati gli impatti ambientali in due diversi casi: che il cibo sia prodotto con metodi intensivi o biologici.

 

Ne risultano otto possibili alternative. Nella realtà le alternative sono sette, perchè la dieta “Normale” con alimenti prodotti biologicamente risulta impossibile, in quanto non si possono produrre alimenti di origine animale con metodi “biologici” nei quantitativi attualmente consumati (si parla dell'anno di effettuazione della ricerca, il 2006).

 

L'opzione “carne biologica per tutti” ai consumi attuali  è quindi mitologia.

 

Il metodo di analisi scelto si chiama LCA (Life Cycle Assessment), capace di valutare l'intero ciclo di vita del prodotto (produzione ed estrazione delle materie prime, distribuzione e trasporto, consumo, smaltimento).

 

Sono stati considerati tre tipi di impatto:

 

-       danni alla salute umana

-       danni alla qualità dell'ambiente

-       danni sulle risorse

 

 

Quali sono stati i risultati?    Eccoli riassunti in una tabella:


Nessun testo alternativo automatico disponibile. 

 

 

 


Alcune considerazioni:

 

La dieta meno impattante è quella Vegana, sia che utilizzi alimenti prodotti con metodi intensivi che con metodi biologici.

 

Confrontando la dieta Vegana Biologica con quella Onnivora Intensiva, l'impatto è di 4 volte minore. Ma se il confronto avviene tra la Vegana Biologica e la dieta “Normale”, l'impatto diventa minore di ben 9 volte! Per capire quanto sia poco sensato il concetto oggi prevalente di normalità.

 

Confrontando ogni dieta tra la propria versione intensiva e quella biologica, l'impatto aumenta dal 40 al 70% . E' evidente quanto sia importante la scelta del biologico.
Questo appare anche dal fatto che la scelta Vegetariana, se utilizza alimenti da produzione intensiva, è più impattante della dieta Onnivora se di tipo biologico. 

 

Si può concludere che, dal punto di vista dell'impatto ambientale:

 

la variabile più importante è il tipo di scelta alimentare, che deve essere nettamente orientata verso i cibi vegetali.

 

Il modo di produrre questi cibi, occupa per importanza il secondo posto, con un netto vantaggio del biologico su quello chimico-intensivo. La scelta alimentare (vegetale/onnivoro) è circa 1,7 volte più importante rispetto la modalità di produzione.

 

Personalmente ci siamo entusiasmati non poco nel venire a conoscenza di questa ricerca. Quanto è importante infatti avere delle conferme “scientifiche” che le nostre scelte personali, dettate da un giusto senso etico, non sono solo un modo per mettere a posto la nostra coscienza, ma hanno anche un’incidenza reale e di capacità di cambiare in meglio il mondo? Noi crediamo sia molto importante, ed è stata proprio l'idea guida che ha ispirato i ricercatori.

 

Inoltre come associazione siamo sempre più coscienti che il nostro impegno deve comprendere il divulgare le componenti eco della scelta vegana; così come sensibilizzare il mondo di chi è impegnato sui temi ambientali, sull'importanza dei danni ecologici che comporta il sistema produttivo necessario alle abitudini alimentari onnivore.

Due cose non sempre date così scontate come si potrebbe pensare; che invece rappresentano un forte “trait d'union” tra due gruppi sociali che a volte non sanno di avere questa forte sensibilità comune e un comune obiettivo.

 

Nessun testo alternativo automatico disponibile.Una più ampia sintesi della ricerca è presente nel libro già citato come fonte “UN PIANETA A TAVOLA: decrescita e transizione agroalimentare”, curato da Filippo Schillaci. Il Libro è acquistabile online sul sito degli Editori Riuniti a questo link:
 

 http://www.editoririuniti.it/libri/un-pianeta-a-tavola.php
 

Contiene moltissimi altri contributi, dati numerici ed esperienze concrete che mostrano che “imprimere alle nostre scelte in campo alimentare una direzione che riesca a rendere il mondo migliore è molto più facile di quanto si immagini” (virgolettato dall'introduzione dell'autore).

Entra nel dettaglio sui danni ecologici causati dall'organizzazione industriale dell'agricoltura, sulla insostenibilità ambientale della zootecnia e dei sistemi di pesca attualmente utilizzati. Fornisce possibili scenari alternativi di produzione del cibo e esempi concreti ed esistenti di pratiche alternative. La parte finale del libro è dedicata ad analizzare le resistenze psicologiche, culturali e sociali ad accettare dati scientifici e argomenti razionali che dovrebbero portare senza esitazioni all'abbandono di una dieta onnivora.

 

Un libro che consigliamo vivamente di leggere.

 

L'intera ricerca è resa disponibile gratuitamente dalle Edizioni Agire Ora con il consenso degli autori, e scaricabile in formato PDF da questo link http://www.saicosamangi.info/download/report_impatto_amb_A4.pdf

Articolo a cura di Food Vibration
 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Pagine: << | < |  [ 1 ]  |  2  |  3  |  4  |  > | >>
Siti web agenzie di viaggi, tour operator, hotel, strutture ricettive, b&b
Facebook Food Vibration associazione non profit
Twitter Food Vibration associazione non profit
Skype Food Vibration associazione non profit